Quando si parla di motori diesel di ultima generazione, inevitabilmente ci si imbatte nei termini FAP e DPF. Questi acronimi identificano i filtri antiparticolato (rispettivamente Filtro Anti Particolato e Diesel Particulate Filter): dispositivi fondamentali per ridurre le emissioni inquinanti e rispettare le normative sempre più stringenti in materia di qualità dell’aria. Tuttavia, molti automobilisti si trovano a dover affrontare alcuni problemi di intasamento del FAP/DPF e a valutare diverse opzioni per risolverli. Fra queste, la “rigenerazione” del filtro è spesso citata come un metodo efficace e dai costi relativamente contenuti. Ma è davvero così? Conviene rigenerare un FAP/DPF? Quali vantaggi e svantaggi ci sono? Questo articolo risponderà a queste domande, aiutandoti a comprendere meglio la dinamica di funzionamento dei filtri antiparticolato e i pro e i contro dell’operazione di rigenerazione.
Che cos’è il FAP/DPF e perché è importante
I motori diesel, per loro natura, producono una certa quantità di particolato – costituito principalmente da polveri sottili (PM10, PM2.5 e via dicendo) – che risulta nocivo per l’ambiente e per la salute umana. Per questo motivo, i costruttori di automobili hanno introdotto i filtri antiparticolato, con l’obiettivo di catturare ed eliminare i residui carboniosi generati dalla combustione del gasolio.
- FAP (Filtro Anti Particolato): diffuso soprattutto nelle auto francesi (PSA, Peugeot, Citroën, ma anche alcune Ford condividono la tecnologia), prevede l’utilizzo di un additivo che aiuta a bruciare le particelle a una temperatura più bassa.
- DPF (Diesel Particulate Filter): utilizzato in moltissimi modelli di auto diesel, spesso non richiede additivi e si affida a temperature più elevate dei gas di scarico per bruciare le particelle accumulate.
Indipendentemente dalla sigla, la funzione del filtro è la stessa: intrappolare le particelle inquinanti e ridurne l’emissione nell’atmosfera. Col tempo, tuttavia, il filtro si riempie e richiede una fase di “pulizia” o rigenerazione.
Come funziona la rigenerazione
La rigenerazione è il processo mediante il quale il particolato intrappolato all’interno del filtro viene “bruciato” e trasformato in CO₂ e cenere, liberando così il filtro e permettendogli di catturare nuove particelle. Esistono due modalità di rigenerazione:
- Rigenerazione automatica o passiva:
Questa avviene in condizioni di guida che consentono al motore di raggiungere temperature elevate (ad esempio in autostrada, a regime costante, e a un certo numero di giri). Grazie alle alte temperature, il particolato intrappolato nel filtro viene gradualmente eliminato senza alcun intervento specifico. È un processo naturale e progettato dal costruttore del veicolo. - Rigenerazione forzata o attiva:
Quando l’auto non riesce a effettuare la rigenerazione passiva (magari perché si percorrono spesso brevi tragitti in città, dove il motore non raggiunge mai temperature sufficientemente alte), il sistema elettronico del veicolo avvia delle strategie di innalzamento controllato della temperatura dei gas di scarico. In alcuni casi, è necessario recarsi in officina e procedere con una rigenerazione controllata tramite l’apposita strumentazione diagnostica.

Perché il filtro si intasa?
La cause principali dell’intasamento del FAP/DPF possono essere riassunte come segue:
- Utilizzo prevalentemente cittadino: se la vettura circola spesso a basse velocità e per brevi tragitti, la temperatura dei gas di scarico rimane troppo bassa per consentire una rigenerazione efficace.
- Malfunzionamenti del motore o del sistema di iniezione: l’eccesso di gasolio incombusto favorisce un accumulo più rapido di particolato.
- Olio e additivi non adeguati: in alcuni tipi di FAP (quelli con additivo), l’esaurimento o il mancato rabbocco dello specifico liquido riduce notevolmente l’efficienza della rigenerazione.
- Sensori difettosi: un malfunzionamento dei sensori di pressione differenziale o di temperatura può impedire al sistema di avviare correttamente la rigenerazione attiva.
Sintomi e segnali di intasamento
Quando il FAP/DPF è ostruito o si sta intasando, il veicolo può manifestare:
- Aumento dei consumi di carburante: il motore fatica di più a espellere i gas di scarico, e ciò si traduce in un maggiore consumo di gasolio.
- Perdita di potenza: se il filtro è saturo, i gas di scarico non fuoriescono correttamente, riducendo le prestazioni.
- Spie luminose sul cruscotto: la spia di avaria motore o una specifica per il FAP/DPF possono accendersi.
- Fumo nero dallo scarico: in alcuni casi, si potrebbe notare un fumo scuro dovuto all’impossibilità del filtro di trattenere ulteriori particolato.
Che cosa significa “rigenerare il filtro” e in cosa consiste la rigenerazione esterna
Quando parliamo di “rigenerare” il FAP/DPF, possiamo riferirci sostanzialmente a due processi distinti:
- Rigenerazione spontanea (passiva o attiva gestita dall’auto): come già spiegato, avviene per innalzamento della temperatura dei gas di scarico durante la guida o grazie a strategie elettroniche del veicolo. In molti casi, si tratta di un processo che l’automobilista non percepisce, o che percepisce solo per qualche istante (ad esempio, notando un leggero calo di potenza o un aumento temporaneo del minimo).
- Pulizia o rigenerazione esterna in officina: nei casi più gravi di intasamento, quando le rigenerazioni automatiche non sono più sufficienti, si ricorre a trattamenti professionali. Il filtro viene smontato e trattato con sistemi di lavaggio a ultrasuoni, immersione in apposite soluzioni chimiche o pulizia a pressione controllata (aria o acqua). In questo modo, si rimuove gran parte del particolato residuo e dei depositi.
Questo secondo tipo di rigenerazione è quello più discusso quando ci si chiede: “Conviene rigenerare il FAP/DPF o sostituirlo con uno nuovo?”. La sostituzione del filtro può risultare estremamente costosa, mentre la rigenerazione esterna ha in genere un prezzo molto inferiore.


Vantaggi della rigenerazione
- Riduzione dei costi: sostituire interamente il FAP/DPF può costare diverse centinaia o addirittura migliaia di euro, a seconda del modello di auto. La rigenerazione esterna, invece, presenta prezzi di solito più accessibili, che si aggirano (mediamente) fra i 200 e i 500 euro, variabili in base al tipo di intervento e al centro specializzato scelto.
- Maggiore compatibilità ambientale: un filtro rigenerato, se fatto con metodi adeguati, torna ad avere un buon livello di efficienza, consentendo una corretta cattura del particolato e mantenendo basse le emissioni.
- Ripristino delle prestazioni: un filtro pulito aiuta il motore a espellere i gas in modo fluido, migliorando la resa e contenendo i consumi.
- Estensione della vita del componente: una rigenerazione professionale ridona vita al FAP/DPF, posticipando (o evitando) la costosa sostituzione completa del filtro.
Svantaggi e possibili inconvenienti
- Non sempre è risolutiva: se il filtro è fortemente danneggiato o se vi sono problemi a monte (ad esempio, iniettori difettosi, valvole EGR bloccate, guasti al turbo), la rigenerazione potrebbe non bastare. Una volta rimontato, il filtro potrebbe tornare a intasarsi rapidamente se il difetto principale non viene risolto.
- Qualità dell’intervento: rivolgersi a centri poco specializzati o utilizzare prodotti di scarsa qualità può compromettere l’efficacia della rigenerazione. È fondamentale affidarsi a professionisti con adeguate competenze e strumentazioni.
- Interruzione del servizio dell’auto: per effettuare la rigenerazione esterna, potrebbe essere necessario lasciare la vettura in officina per uno o più giorni, a seconda della metodologia utilizzata.
- Necessità di corrette abitudini di guida: anche un filtro rigenerato potrebbe tornare a intasarsi se la vettura continua a circolare solo in città e con tragitti brevissimi. È consigliabile, almeno una volta a settimana, un tratto di strada extraurbana o autostradale che permetta di far salire la temperatura.
Quando conviene e come mantenere il filtro efficiente
La rigenerazione del FAP/DPF in genere conviene quando:
- Il filtro è integro ma intasato: non presenta crepe o rotture e le celle sono strutturalmente in buono stato. L’accumulo di particolato è eccessivo, ma risolvibile con una pulizia.
- Non ci sono guasti a monte: prima di rigenerare, è fondamentale diagnosticare la presenza di eventuali problemi (sensori difettosi, valvole EGR sporche, iniettori malfunzionanti) e risolverli. Altrimenti, l’intasamento si ripresenterà.
- Il costo della sostituzione è troppo elevato: spesso un filtro nuovo originale può costare più di mille euro. La rigenerazione risulta quindi una soluzione economica e vantaggiosa.
Per mantenere il FAP/DPF pulito e funzionante il più a lungo possibile:
- Effettua regolarmente tragitti a regime medio-alto: se possibile, evita di usare l’auto solo per pochi chilometri in città. Un viaggio in autostrada o superstrada aiuta il motore a raggiungere temperature utili per la rigenerazione passiva.
- Controlla lo stato dell’olio e del liquido additivo (se presente): utilizza sempre l’olio specifico raccomandato dalla casa costruttrice e verifica che il serbatoio dell’additivo (per i veicoli con FAP) sia regolarmente rabboccato.
- Prestare attenzione alla spia di rigenerazione: alcune auto mostrano una spia o un messaggio quando è in corso una rigenerazione attiva. Se possibile, non fermarti o non spegnere il motore proprio in quel momento. Aiuta il veicolo a completare il ciclo di pulizia, magari facendo qualche chilometro in più.

Conclusioni
La rigenerazione del FAP/DPF è un intervento che conviene nella maggior parte dei casi, soprattutto se il filtro non è danneggiato in modo irreparabile e se si agisce per tempo. Si tratta di un’opzione più economica rispetto alla sostituzione completa e permette di ristabilire le prestazioni ottimali del motore, salvaguardando al contempo l’ambiente.
Tuttavia, è fondamentale capire la causa dell’intasamento. Se il veicolo ha un problema cronico (come un iniettore guasto, un malfunzionamento del sensore di pressione differenziale, o un uso errato del mezzo con continui tragitti brevi), la rigenerazione può rivelarsi solo una soluzione temporanea. Per questo motivo, è consigliabile affidarsi a un’officina di fiducia e a professionisti che sappiano diagnosticare correttamente lo stato di salute dell’intero sistema di scarico e del motore.
Inoltre, cambiare le abitudini di guida, quando necessario, può fare la differenza: basta dedicare almeno qualche chilometro a velocità più sostenute, di tanto in tanto, per consentire al sistema di completare la rigenerazione passiva e mantenere un buon equilibrio tra prestazioni, consumi ed emissioni. Con queste accortezze, la rigenerazione del FAP/DPF non solo conviene, ma diventa parte integrante di una corretta manutenzione periodica, estendendo la vita della vettura e garantendo il rispetto delle normative antinquinamento.